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Educare alla poesia
L’attitudine a far poesia va educata, coltivata,
esercitata, modificata, perfezionata. L’espressione
va faticosamente cercata con spirito critico verso
sé stessi ( fino a diventare spietati così tanto che
nel rileggere lo scritto, un impulso improvviso può
prenderci, di gettare tutto nel cestino
dell’immondizia…)
Può capitare però, che quei segni comparsi
sull’anonimo foglio bianco, prendano vita, forma,
vigore, spessore, sapore, profumo…Allora un
appagamento dei sensi ti prende: era questo che
andavi significando!
Tramandare
L’amore per la poesia deve essere prima di tutto in
te. Sei tu, che per primo dovrai sentire il bisogno,
l’urgenza di esprimerti nel linguaggio poetico,
averne sperimentato la ricerca umile e paziente, la
frustrazione o l’appagamento, aver acquisito la
convinzione che in nessun altro modo, se non in
questo, si può esprimere pienamente ciò che dentro
preme.
Dovrai sentire il desiderio di trasmettere ciò che
ami: la passione scalda gli animi intorno, penetra
per osmosi, è come scintilla che deve accendersi.
Nella tiepidezza non si infiamma fuoco alcuno. Se
non ne sei convinto per primo, nessuno crederà a ciò
che dici e fai. Sentirai come una missione di dover
tramandare “il mestiere di poeta”: la parola
“mestiere” ha in sé la stessa radice di “mistero” e
poeta è colui che sa creare; dunque tu, maestro,
sarai un mistagogo cioè colui che per mano conduce i
suoi allievi fino alla soglia di un’esperienza
mistica, che in sé racchiude un’attività creatrice
unica e personale.
Se per sorte si ha tra le mani del prezioso
materiale umano, come morbida creta si potrà
plasmarlo, con rispetto, dolcezza, amore, pazienza,
ma si dovrà cominciare molto presto. La poesia
prenderà forma quasi da una forza in sé stessa
racchiusa. Nello scrigno delle parole che ciascuno
possiede, già esiste un potenziale capolavoro.
Lo spazio
Per cominciare si cercherà un luogo tranquillo e
silenzioso; spazioso quel tanto che basta, perché
tutti trovino un posto quieto, non troppo
dispersivo, perché ciascuno si senta vicino agli
altri col corpo e col cuore. Ci saranno dei rituali
d’inizio, perché a poco a poco si divenga
consapevoli che lì si celebrerà qualcosa di speciale
e di bello.
I sensi
La musica di sottofondo sarà percepibile appena, per
non distrarre e non distogliere; la temperatura
dell’ambiente sarà gradevole; il corpo sarà disteso
su qualcosa di morbido e in atteggiamento di
ascolto. Chiusi gli occhi, per meglio guardarsi
dentro ed ascoltare, nella posizione che ciascuno
sceglierà liberamente..
Quando tutti saranno ben calmi e distesi (si potrà
aiutarli con qualche respiro profondo per rilassare
il corpo), la voce dolce, calma, tranquilla,
condurrà i piccoli a sperimentare la bellezza di
trasformarsi col pensiero e con la fantasia…in
nuvole leggere, in bianche colombe in volo, in lenti
fiocchi di neve, in foglie nel vento, in fresche
gocce di rugiada, in danzanti scintille di fuoco, in
piume ondeggianti, in petali di fiori, in
zampillante acqua di sorgente, in farfalle
ballerine, in pesciolini guizzanti…
Poi saranno i colori ad essere evocati, che daranno
vita ad ogni cosa intorno. Insieme si sognerà di
verdi riposanti praterie, del rosa tenero dei fiori,
di rossi tramonti, di candida spuma di mare, di
bionde spighe di grano e grandi distese di papaveri
rossi…
Poi sarà la volta dei sapori da assaggiare a
piacimento: dolci, salati, aspri, amari… Per gli
aromi si avrà cura che nello spazio della
meditazione, nel ritiro del corpo e della mente,
possa aleggiare nell’aria un profumo leggero, di
muschio, di vaniglia, di zagara e d’arancio, di
cannella, di pesca o di viola. L’odore non sarà mai
invadente, disturbante o penetrante, ma piuttosto
percepibile appena, a ondate, che crei la curiosità,
il desiderio di sentirlo ancora…
Poi saranno i sentimenti a prendere forma:
l’allegria, l’amicizia, l’amore, la tenerezza, la
rabbia, la malinconia, la tristezza, la noia, la
paura…
Avvio alla composizione
Poi verrà il momento dell’osservazione paziente
della natura in ogni situazione climatica, e al
mutar delle stagioni: la luminosità dei giorni di
sole, la tristezza di quelli di pioggia, il canto
degli uccelli, lo scrosciar della pioggia, il
fruscio del vento, il fascino ovattato della nebbia,
lo scintillio della brina, il miracolo della neve…
la magia del bosco, il verde brillante dei prati. Si
faranno gustare i profumi della natura, i colori con
le diverse sfumature, l’incanto dei paesaggi…
Si avrà cura che gli allievi mantengano intatta
l’innata capacità di ammirare, di stupirsi, di
meravigliarsi, si coltiverà questo dono prezioso che
non deve andar perduto.
A questi momenti di attività seguiranno alcune
tecniche delle quali sarà bene imparare i metodi di
applicazione: nel brainstorming si proporrà ad
esempio di lavorare su un fenomeno atmosferico
(pioggia, neve, sole, vento…) oppure su una
stagione, su un sentimento… Su un cartellone
ciascuno, liberamente, potrà annotare quale colore,
quale sapore, quale profumo, quale suono,quali
sensazioni il tema proposto risveglia in lui. Questa
attività servirà per documentare e fissare la messa
in comune dell’esperienza in modo visibile a tutti.
I lavori saranno esposti nell’angolo della poesia e
costituiranno un patrimonio al quale attingere
quando lo si desidera.
Con l’aiuto dell’insegnante si potrà poi procedere
alla ricerca di similitudini e metafore.
Nel circle-time occorrerà sedersi in modo che tutti
possano vedersi in viso, ciascuno può intervenire
esprimendo le proprie idee, ma in un numero limitato
di volte e solo dopo aver ottenuto il permesso di
parlare: il lavoro si svolgerà con calma, senza
baccano e sovrapposizione di voci, perché
l’ispirazione possa fluire negli animi ed essere
messa in comune, perché tutti possano goderne e
farla propria. Si curerà che l’atmosfera si mantenga
sempre serena, rispettosa del pensiero e dell’idea
dell’altro.
In seguito si proporranno semplici componimenti
poetici d’autore: i delicati Aiku giapponesi, gli
acrostici divertenti, la ricerca delle similitudini,
delle assonanze, delle onomatopee, delle
filastrocche, delle rime giocose…e poi via via
componimenti più impegnativi anche nella lunghezza.
Si cureranno sempre i rituali di preparazione alla
lettura: la poesia ha in sé qualcosa di sacro, di
misterioso, di inesprimibile, che i piccoli sanno
cogliere se ben indirizzati fin dall’inizio. Saranno
da evitare pesanti analisi del testo, da proporre
quando saranno più grandi ed avranno acquisito
dimestichezza e sufficiente conoscenza del
linguaggio poetico.
Se si lavora con i più grandi, non si trascurerà un
momento forte dell’apprendimento, con la messa in
atto del cooperative learning. La consegna sarà di
comporre un testo poetico a tema. Si dividerà la
classe in gruppi di quattro, cinque persone al
massimo, cui si assegnerà un differente soggetto. I
ragazzi stessi nomineranno un responsabile, uno che
curi la raccolta del materiale, uno che faccia
rispettare i tempi dati. L’insegnante vigilerà sul
modo corretto di procedere, che tutti rispettino le
consegne e gli incarichi, ma non interverrà nel
lavoro. Trascorso il tempo, il responsabile leggerà
alla classe l’elaborato prodotto in comune, che sarà
esposto con quelli degli altri e con il nome degli
autori: sarà bello scoprire che tutti possono
lavorare insieme producendo qualcosa che li fa
crescere in competenza ma anche in capacità di
operare per il bene comune, condividendo la fatica e
la gioia.
Arriverà poi il momento in cui ognuno, da solo,
cercherà di costruirsi uno “scrigno delle parole” su
vari temi proposti: ad esempio i sentimenti, le
stagioni, la natura…
Le attività andranno ripetute più volte, chi
apprende con piacere, ama fare di nuovo ciò che lo
entusiasma, ciò che lo appassiona.
Farà bene a tutti: ai più riflessivi, ai bisognosi
d’affetto e tenerezza…li aiuterà ad incanalare le
energie, a rispettare le regole, a controllare gli
impulsi, a coltivare questo canale speciale per
esprimersi.
Quando saranno pronti, essi stessi sentiranno il
desiderio di comporre: lo faranno liberamente,
quando vogliono, come vogliono, scegliendo essi
stessi il tema; in seguito si potrà suggerire
l’argomento.
Ciascuno si terrà il “libro segreto” su cui annoterà
il proprio pensiero poetico. Essi avranno acquisito
fiducia in sé stessi e nel maestro e presto
porteranno i loro componimenti, con timidezza o con
orgoglio; si creerà una sorta di complicità: perché
leggendo l’adulto entra nell’intimo del loro sentire
e lo farà con rispetto: leggerà le loro creazioni
con attenzione, prima in silenzio, poi chiamerà
ciascuno e gli chiederà di leggere personalmente
quanto composto. Inizialmente non si correggerà il
lavoro, piuttosto si incoraggerà a ripetere
l’esperienza, a prendere dimestichezza con questa
occupazione dell’anima. Solo se lo vorranno potranno
leggere ai compagni i loro prodotti. L’ascolto sarà
empatico, partecipato, sempre preparato con i
necessari rituali, nello spazio dedicato alla
poesia, in un momento della giornata che deve essere
atteso e desiderato, perché bello e gratificante per
tutti. Alla fine del lavoro ciascuno sceglierà il
componimento poetico che preferisce tra i suoi , si
potrà anche dare un consiglio sulla validità della
scelta, si potranno suggerire altri temi, si
dimostrerà di apprezzare ciò che è stato fatto. Poi
si produrrà un libro da stampare ed ogni poesia sarà
anche rappresentata con un disegno: pittura e poesia
camminano volentieri insieme.
Riflessioni conclusive
I ragazzi attraverso questo affascinante viaggio
all’esterno ed all’interno di sé stessi, diverranno
consapevoli che la poesia fissa per sempre il
pensiero, il sentimento; comprenderanno che nel
rileggerla anche dopo anni, potranno vivere di nuovo
col corpo, con lo spirito, con la mente, quel
preciso attimo che filtrato dalla parola poetica è
diventato “eterno presente”.
Alcuni recenti studi indicano l’approccio alla
poesia come un valido aiuto per prevenire
nell’adolescenza il disagio, la tossicodipendenza,
per aiutare a conoscersi più in profondità, per
acquisire fiducia in sé stessi e negli altri, per
esprimere la sofferenza interiore, il malessere, la
solitudine affettiva…occorre però iniziare presto a
far conoscere ed amare questo linguaggio.
Il nostro tempo cura in modo esasperato l’immagine
esteriore e trascura la bellezza interiore. Chi ama
la poesia è innamorato del bello, e ne va alla
ricerca, perché sarà la Bellezza a salvare il mondo.
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