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LE RISORSE DIDATTICHE

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Progetti trasferibili, schede, software, esperienze, materiali

 

Laboratorio di poesia nella scuola primaria

 

Dinamica: Laboratorio
Abilità: testo poetico
Età: da 6 anni - 10 anni

Autore: Maria Adelaide Petrillo

 

 

L’ispirazione

L’ispirazione nella poesia è in parte frutto di una predisposizione dell’animo umano. E’ il bisogno di dar corpo con la parola, ad un impulso che preme dall’interno, è un momento speciale in cui senti crescere a ondate dal profondo una spinta del cuore, è un fissarsi dell’intelletto su qualcosa che diventa necessario esprimere, è una sorta di esperienza mistica. Tutta la volontà è protesa alla meta: la parola talvolta fluisce libera, gravida del pensiero, oppure devi cercarla con fatica, perché senti che non è espresso pienamente, non è compiuto, il tuo dire…

Educare alla poesia
L’attitudine a far poesia va educata, coltivata, esercitata, modificata, perfezionata. L’espressione va faticosamente cercata con spirito critico verso sé stessi ( fino a diventare spietati così tanto che nel rileggere lo scritto, un impulso improvviso può prenderci, di gettare tutto nel cestino dell’immondizia…)
Può capitare però, che quei segni comparsi sull’anonimo foglio bianco, prendano vita, forma, vigore, spessore, sapore, profumo…Allora un appagamento dei sensi ti prende: era questo che andavi significando!

Tramandare

L’amore per la poesia deve essere prima di tutto in te. Sei tu, che per primo dovrai sentire il bisogno, l’urgenza di esprimerti nel linguaggio poetico, averne sperimentato la ricerca umile e paziente, la frustrazione o l’appagamento, aver acquisito la convinzione che in nessun altro modo, se non in questo, si può esprimere pienamente ciò che dentro preme.
Dovrai sentire il desiderio di trasmettere ciò che ami: la passione scalda gli animi intorno, penetra per osmosi, è come scintilla che deve accendersi. Nella tiepidezza non si infiamma fuoco alcuno. Se non ne sei convinto per primo, nessuno crederà a ciò che dici e fai. Sentirai come una missione di dover tramandare “il mestiere di poeta”: la parola “mestiere” ha in sé la stessa radice di “mistero” e poeta è colui che sa creare; dunque tu, maestro, sarai un mistagogo cioè colui che per mano conduce i suoi allievi fino alla soglia di un’esperienza mistica, che in sé racchiude un’attività creatrice unica e personale.

Se per sorte si ha tra le mani del prezioso materiale umano, come morbida creta si potrà plasmarlo, con rispetto, dolcezza, amore, pazienza, ma si dovrà cominciare molto presto. La poesia prenderà forma quasi da una forza in sé stessa racchiusa. Nello scrigno delle parole che ciascuno possiede, già esiste un potenziale capolavoro.

Lo spazio

Per cominciare si cercherà un luogo tranquillo e silenzioso; spazioso quel tanto che basta, perché tutti trovino un posto quieto, non troppo dispersivo, perché ciascuno si senta vicino agli altri col corpo e col cuore. Ci saranno dei rituali d’inizio, perché a poco a poco si divenga consapevoli che lì si celebrerà qualcosa di speciale e di bello.

I sensi

La musica di sottofondo sarà percepibile appena, per non distrarre e non distogliere; la temperatura dell’ambiente sarà gradevole; il corpo sarà disteso su qualcosa di morbido e in atteggiamento di ascolto. Chiusi gli occhi, per meglio guardarsi dentro ed ascoltare, nella posizione che ciascuno sceglierà liberamente..

Quando tutti saranno ben calmi e distesi (si potrà aiutarli con qualche respiro profondo per rilassare il corpo), la voce dolce, calma, tranquilla, condurrà i piccoli a sperimentare la bellezza di trasformarsi col pensiero e con la fantasia…in nuvole leggere, in bianche colombe in volo, in lenti fiocchi di neve, in foglie nel vento, in fresche gocce di rugiada, in danzanti scintille di fuoco, in piume ondeggianti, in petali di fiori, in zampillante acqua di sorgente, in farfalle ballerine, in pesciolini guizzanti…
Poi saranno i colori ad essere evocati, che daranno vita ad ogni cosa intorno. Insieme si sognerà di verdi riposanti praterie, del rosa tenero dei fiori, di rossi tramonti, di candida spuma di mare, di bionde spighe di grano e grandi distese di papaveri rossi…
Poi sarà la volta dei sapori da assaggiare a piacimento: dolci, salati, aspri, amari… Per gli aromi si avrà cura che nello spazio della meditazione, nel ritiro del corpo e della mente, possa aleggiare nell’aria un profumo leggero, di muschio, di vaniglia, di zagara e d’arancio, di cannella, di pesca o di viola. L’odore non sarà mai invadente, disturbante o penetrante, ma piuttosto percepibile appena, a ondate, che crei la curiosità, il desiderio di sentirlo ancora…

Poi saranno i sentimenti a prendere forma: l’allegria, l’amicizia, l’amore, la tenerezza, la rabbia, la malinconia, la tristezza, la noia, la paura…

Avvio alla composizione

Poi verrà il momento dell’osservazione paziente della natura in ogni situazione climatica, e al mutar delle stagioni: la luminosità dei giorni di sole, la tristezza di quelli di pioggia, il canto degli uccelli, lo scrosciar della pioggia, il fruscio del vento, il fascino ovattato della nebbia, lo scintillio della brina, il miracolo della neve… la magia del bosco, il verde brillante dei prati. Si faranno gustare i profumi della natura,
i colori con le diverse sfumature, l’incanto dei paesaggi…
Si avrà cura che gli allievi mantengano intatta l’innata capacità di ammirare, di stupirsi, di meravigliarsi, si coltiverà questo dono prezioso che non deve andar perduto.

A questi momenti di attività seguiranno alcune tecniche delle quali sarà bene imparare i metodi di applicazione: nel brainstorming si proporrà ad esempio di lavorare su un fenomeno atmosferico (pioggia, neve, sole, vento…) oppure su una stagione, su un sentimento… Su un cartellone ciascuno, liberamente, potrà annotare quale colore, quale sapore, quale profumo, quale suono,quali sensazioni il tema proposto risveglia in lui. Questa attività servirà per documentare e fissare la messa in comune dell’esperienza in modo visibile a tutti. I lavori saranno esposti nell’angolo della poesia e costituiranno un patrimonio al quale attingere quando lo si desidera.
Con l’aiuto dell’insegnante si potrà poi procedere alla ricerca di similitudini e metafore.
Nel circle-time occorrerà sedersi in modo che tutti possano vedersi in viso, ciascuno può intervenire esprimendo le proprie idee, ma in un numero limitato di volte e solo dopo aver ottenuto il permesso di parlare: il lavoro si svolgerà con calma,
senza baccano e sovrapposizione di voci, perché l’ispirazione possa fluire negli animi ed essere messa in comune, perché tutti possano goderne e farla propria. Si curerà che l’atmosfera si mantenga sempre serena, rispettosa del pensiero e dell’idea dell’altro.

In seguito si proporranno semplici componimenti poetici d’autore: i delicati Aiku giapponesi, gli acrostici divertenti, la ricerca delle similitudini, delle assonanze, delle onomatopee, delle filastrocche, delle rime giocose…e poi via via componimenti più impegnativi anche nella lunghezza.
Si cureranno sempre i rituali di preparazione alla lettura: la poesia ha in sé qualcosa di sacro, di misterioso, di inesprimibile, che i piccoli sanno cogliere se ben indirizzati fin dall’inizio. Saranno da evitare pesanti analisi del testo, da proporre quando saranno più grandi ed avranno acquisito dimestichezza e sufficiente conoscenza del linguaggio poetico.

Se si lavora con i più grandi, non si trascurerà un momento forte dell’apprendimento, con la messa in atto del cooperative learning. La consegna sarà di comporre un testo poetico a tema. Si dividerà la classe in gruppi di quattro, cinque persone al massimo, cui si assegnerà un differente soggetto. I ragazzi stessi nomineranno un responsabile, uno che curi la raccolta del materiale, uno che faccia rispettare i tempi dati. L’insegnante vigilerà sul modo corretto di procedere, che tutti rispettino le consegne e gli incarichi, ma non interverrà nel lavoro. Trascorso il tempo, il responsabile leggerà alla classe l’elaborato prodotto in comune, che sarà esposto con quelli degli altri e con il nome degli autori: sarà bello scoprire che tutti possono lavorare insieme producendo qualcosa che li fa crescere in competenza ma anche in capacità di operare per il bene comune, condividendo la fatica e la gioia.
Arriverà poi il momento in cui ognuno, da solo, cercherà di costruirsi uno “scrigno delle parole” su vari temi proposti: ad esempio i sentimenti, le stagioni, la natura…
Le attività andranno ripetute più volte, chi apprende con piacere, ama fare di nuovo ciò che lo entusiasma, ciò che lo appassiona.
Farà bene a tutti: ai più riflessivi, ai bisognosi d’affetto e tenerezza…li aiuterà ad incanalare le energie, a rispettare le regole, a controllare gli impulsi, a coltivare questo canale speciale per esprimersi.

Quando saranno pronti, essi stessi sentiranno il desiderio di comporre: lo faranno liberamente, quando vogliono, come vogliono, scegliendo essi stessi il tema; in seguito si potrà suggerire l’argomento.
Ciascuno si terrà il “libro segreto” su cui annoterà il proprio pensiero poetico. Essi avranno acquisito fiducia in sé stessi e nel maestro e presto porteranno i loro componimenti, con timidezza o con orgoglio; si creerà una sorta di complicità: perché leggendo l’adulto entra nell’intimo del loro sentire e lo farà con rispetto: leggerà le loro creazioni con attenzione, prima in silenzio, poi chiamerà ciascuno e gli chiederà di leggere personalmente quanto composto. Inizialmente non si correggerà il lavoro, piuttosto si incoraggerà a ripetere l’esperienza, a prendere dimestichezza con questa occupazione dell’anima. Solo se lo vorranno potranno leggere ai compagni i loro prodotti. L’ascolto sarà empatico, partecipato, sempre preparato con i necessari rituali, nello spazio dedicato alla poesia, in un momento della giornata che deve essere atteso e desiderato, perché bello e gratificante per tutti.Alla fine del lavoro ciascuno sceglierà il componimento poetico che preferisce tra i suoi , si potrà anche dare un consiglio sulla validità della scelta, si potranno suggerire altri temi, si dimostrerà di apprezzare ciò che è stato fatto. Poi si produrrà un libro da stampare ed ogni poesia sarà anche rappresentata con un disegno: pittura e poesia camminano volentieri insieme.

Riflessioni conclusive
I ragazzi attraverso questo affascinante viaggio all’esterno ed all’interno di sé stessi, diverranno consapevoli che la poesia fissa per sempre il pensiero, il sentimento; comprenderanno che nel rileggerla anche dopo anni, potranno vivere di nuovo col corpo, con lo spirito, con la mente, quel preciso attimo che filtrato dalla parola poetica è diventato “eterno presente”.
Alcuni recenti studi indicano l’approccio alla poesia come un valido aiuto per prevenire nell’adolescenza il disagio, la tossicodipendenza, per aiutare a conoscersi più in profondità, per acquisire fiducia in sé stessi e negli altri, per esprimere la sofferenza interiore, il malessere, la solitudine affettiva…occorre però iniziare presto a far conoscere ed amare questo linguaggio.
Il nostro tempo cura in modo esasperato l’immagine esteriore e trascura la bellezza interiore. Chi ama la poesia è innamorato del bello, e ne va alla ricerca, perché sarà la Bellezza a salvare il mondo.

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